Stefano Rossi

dal 2023

Il mio server di casa

Un PC da ufficio sempre acceso in un angolo di casa: i miei file, le foto, i film, la domotica e un piccolo modello di intelligenza artificiale che non esce mai da qui.

Un mobiletto grigio con dentro un PC HP nero, un monitor appoggiato di lato e, in basso, una ciabatta con gli alimentatori
il primo server, aprile 2023

Ho voluto un server di casa per staccarmi dal cloud e dagli abbonamenti: i miei file, le mie foto e i miei film stanno a casa mia, non su un servizio che si paga ogni mese e che può cambiare le regole quando vuole.

Il primo server era un PC HP da ufficio, in un mobiletto grigio vicino a un termosifone, con uno schermo e una tastiera per usare la console. Oggi la macchina è un’altra, ma l’idea è la stessa: un vecchio PC da ufficio con un processore Intel i5 e 16 GB di memoria, sempre acceso.

Un PC Dell aperto su un pavimento di piastrelle, con la scheda madre, il dissipatore e l’alimentatore in vista, accanto all’imballaggio Il PC di oggi, aperto per metterlo a posto, aprile 2026.

È un Dell OptiPlex, e dentro c’è un dettaglio fatto in casa: per farci stare un ulteriore disco da 2,5 pollici ho stampato in 3D un adattatore apposta per questo modello.

Il retro del mobiletto del primo server, con i cavi di rete e i due adattatori etichettati per il router Il retro del primo mobiletto: cavi di rete e prese.

La ciabatta in fondo al mobiletto con gli alimentatori, ognuno con la sua etichetta In basso la ciabatta: ogni alimentatore ha la sua etichetta, così so cosa staccare.

Cosa ci gira sopra

Ogni cosa vive in un suo contenitore DockerUn modo di far girare ogni programma in una scatola isolata, con tutto quello che gli serve: si installa, si sposta e si cancella senza sporcare il resto del computer., e ho una pagina iniziale con tutti i pulsanti, fatta con un programma che si chiama Homer. A casa ci sono, tra le altre:

  • Seafile, dove tengo i miei file e le cartelle sincronizzate, e Syncthing, per tenerle allineate fra i miei computer;
  • PhotoPrism, per le foto, che si ordinano e si cercano da sole;
  • Jellyfin, per film e musica, come una piattaforma di streaming ma tutta mia, con Seerr per chiedere cosa aggiungere e Tube Archivist per conservare i video di YouTube che mi interessano;
  • Home Assistant, per la domotica di casa;
  • Scrutiny, che controlla lo stato di salute dei dischi, e Portainer e Nginx Proxy Manager, per gestire il resto.

La pagina iniziale del server: i pulsanti di Portainer, Nginx Proxy Manager, Vaultwarden, Home Assistant, Seafile, Syncthing, Photoprism, Jellyfin, Seerr, Tube Archivist, Scrutiny e Paperless-ngx La pagina iniziale di oggi. Le voci con «srvE» stanno sul server in affitto.

Cosa è rimasto e cosa si è spostato

Da quando uso anche un server in affitto, il server di casa è rimasto per i backup e per alcuni servizi. Quello che deve restare sempre acceso e raggiungibile, cioè i siti, il portachiavi digitale dei miei accessi (Vaultwarden) e Paperless-ngx per i documenti scansionati, l’ho spostato lì.

Ogni domenica notte un programma di backup, restic, copia i dati importanti su un disco diverso da quello del server, tenendo più copie nel tempo, così posso tornare indietro anche di qualche settimana. Se il backup fallisce, mi arriva un messaggio su Telegram.

Dall’esterno non lascio entrare nessuno a caso: per arrivare ai servizi passo da una VPNUn tunnel cifrato fra due reti: da fuori casa mi sembra di essere collegato al router di casa, e dall’esterno nessuno vede cosa passa. privata, la stessa che collega casa e il server in affitto.

Anche un po’ di intelligenza artificiale

Il 26 ottobre 2026 ci ho fatto girare anche un modello di linguaggioIl tipo di programma che sta dietro ai chatbot: ha letto moltissimi testi e sa continuare, riassumere e classificare un testo., Gemma, direttamente sul processore: il PC non ha una scheda grafica adatta. Scrive piano, ma serve a quello che mi interessa, cioè classificare e ripulire testi, e nessun testo esce da casa. Ho misurato che il limite è la memoria: ce n’è un solo banco, e aggiungerne un secondo dovrebbe aiutare molto.

Cosa ho imparato

Che per un servizio personale non serve una macchina nuova: un vecchio PC di ufficio basta e avanza. Che la parte difficile è tenere tutto aggiornato e avere i backup, non farlo partire. E che avere i propri file, le proprie foto e i propri film in casa dà una libertà che non avrei con un servizio in abbonamento.