dal 2024
EnjoyBuds
Una rete radio per ritrovare le persone dove il telefono non prende. Ne sono co-fondatore: ho fatto i programmi dei dispositivi, i ripetitori, i server e l’app.

Ci sono posti dove il telefono non prende: in montagna, in un bosco, in fondo a una valle, a volte anche a pochi chilometri da casa. Se lì qualcuno si fa male, o semplicemente non si sa dove sia, non c’è modo di saperlo. EnjoyBuds nasce per questo: sapere sempre dove sono i tuoi, anche dove il telefono non prende.
È una rete radio privata. Ogni persona porta con sé un piccolo dispositivo che manda la sua posizione via radio; dei ripetitoriUna radio messa in alto che riceve i segnali e li ritrasmette, per farli arrivare più lontano., i gatewayIl ponte fra la rete radio e internet: riceve i messaggi via radio e li manda a un server, e viceversa., la ricevono e la portano su internet; da una pagina web si vede tutto su una mappa. Se qualcuno preme il tasto SOS, gli altri lo sanno subito, anche se in quel momento nessuno ha campo.
EnjoyBuds l’abbiamo fondata in due, io e il mio socio, e della parte tecnica mi occupo io: i programmi che girano sui dispositivi, i gateway, i server e l’applicazione web.
Gli inizi, saldati a mano
Il progetto è nato nel 2024, ma per molto tempo non c’era niente di concreto: qualche scheda LoRaUn modo di trasmettere via radio pochi dati alla volta, ma molto lontano e consumando pochissima batteria. e basta. All’inizio del 2026 EnjoyBuds erano quattro scatole stampate in 3D, bianche e nere, con un pulsante rosso e la scritta SOS. Dentro c’era una scheda con radio LoRa e GPS già pronti, e i fili li avevo saldati io, uno per uno. Servivano a capire se l’idea stava in piedi: se un messaggio partiva, se arrivava, quanto durava la batteria.
I primi prototipi, gennaio 2026. Oggi sono in pensione.
Sotto c’era MeshtasticUn progetto libero e gratuito che trasforma piccole radio LoRa in una rete mesh per mandarsi messaggi e posizioni senza internet., un progetto libero che fa parlare tra loro piccoli dispositivi radio LoRa, passandosi i messaggi l’uno con l’altro. Ma un sistema per ritrovare le persone ha bisogno di cose che Meshtastic da solo non fa, e così ho cominciato a modificarlo.
Quello che c’è dentro
Oggi i dispositivi sono due, scelti per due modi di lavorare diversi. Il primo ha uno schermo e il GPS, e si legge al volo; il secondo è una tessera piatta, senza schermo, che sta in tasca o al collo. Tutti e due hanno un tasto fisico per l’SOS.
Il dispositivo con lo schermo.
La tessera da tasca.
Sui dispositivi ho scritto un firmwareIl programma che gira dentro un dispositivo elettronico e gli dice cosa fare. nostro, partendo da Meshtastic. L’SOS ha un conto alla rovescia e una conferma, per non partire per sbaglio, e fa suonare l’allarme a tutto il gruppo anche quando non c’è nessun gateway vicino. La posizione si manda più spesso quando ci si muove e meno quando si è fermi, per risparmiare batteria e spazio radio. E il gruppo può scriversi dei messaggi, anche senza internet.
Poi ci sono i gateway, che fanno da ponte fra la rete radio e internet: scatole di metallo chiuse, con un’antenna, da montare dove serve. A volte su un palo, a volte su un albero o su una roccia in montagna.
Un gateway montato su un albero.
Il secondo gateway che ho costruito, in prova a novembre 2025. A sinistra la centralina ausiliaria, con la presa per il debug e l’interruttore a chiave dell’alimentazione. Oggi è in montagna.
In montagna, sul campo, con un collaboratore di EnjoyBuds.
Dietro a tutto c’è un server che riceve i messaggi da ogni gateway e li conserva. Sopra c’è l’applicazione web: la mappa in tempo reale, la chat, gli avvisi quando qualcuno esce da una zona o ha la batteria scarica.
Per sapere dove la rete arriva davvero, ho fatto anche un firmware speciale per mappare la copertura: si gira con un dispositivo collegato al telefono, e ogni posizione che arriva al server diventa un esagono colorato su una mappa.
Una prova sul campo a casa di un amico, sopra il lago d’Iseo, aprile 2026.
Cosa ho imparato
EnjoyBuds viene da lontano: la prima volta che ho messo insieme radio LoRa, server, database e pannelli solari è stato a scuola, con le centraline dell’ITIS. Qui ho imparato che un messaggio conta solo se arriva, e che non basta vedere un segnale partire per sapere che è arrivato. Che ogni cosa trasmessa via radio costa batteria e occupa un canale che è di tutti, quindi va pensata. E che il banco di prova dice sempre di sì, mentre il campo ti dice com’è davvero.
Il resto lo trovi sul sito di EnjoyBuds.