Stefano Rossi

2026

Prove d’antenna

Un pomeriggio in giardino con l’analizzatore di spettro a confrontare antenne, una alla volta.

L’analizzatore di spettro su una sedia in giardino, con il treppiede e l’antenna sullo sfondo
prove d’antenna, agosto 2026

Un’antenna può sembrare tutta uguale a un’altra: un bastone bianco con un connettore in fondo. Sulla scatola c’è scritto un guadagno, ma quel numero dice poco finché non la provi. Il 5 agosto 2026 ho passato un pomeriggio in giardino a fare proprio questo: prendere un po’ di antenne e misurarle, una alla volta, nelle stesse condizioni. Negli stessi giorni ho fatto lo stesso con filtri e amplificatori.

Come ho misurato

Da una parte un trasmettitore, un HackRF One con il suo PortaPack, su un treppiede a 1,65 metri da terra: manda una portante fissa a 869 MHz, la banda delle reti LoRaUn modo di trasmettere via radio pochi dati alla volta, ma molto lontano e consumando pochissima batteria. in Europa, con una potenza che ho misurato io, -6,84 dBmUna misura di potenza: 0 dBm è un milliwatt e ogni 10 in più vuol dire dieci volte tanto. -60 dBm è un milionesimo di milliwatt.. Dall’altra, a 10,40 metri, l’analizzatore di spettroUno strumento che mostra quanta potenza radio c’è a ogni frequenza, come un equalizzatore per le onde radio. Rigol DSA815 con l’antenna da provare a 1,25 metri d’altezza. Niente doveva cambiare tra una misura e l’altra, tranne l’antenna.

Il treppiede con il trasmettitore in fondo al giardino Il trasmettitore sul treppiede, a dieci metri e mezzo.

Cinque antenne di lunghezze diverse appoggiate su un tavolo di legno Le antenne da confrontare.

Prima ho misurato un’antenna di riferimento, un “gommino” come quelli dei walkie-talkie, poi le altre cinque. Ogni valore è la media di due o tre letture.

AntennaTipoPotenza ricevutaGuadagno rispetto al riferimento
Riferimentogommino-60,97 dBm0,00 dB
1sleeve dipole, corta-54,78 dBm+6,19 dB
2sleeve dipole, media-54,32 dBm+6,65 dB
3collineare, grigia-53,55 dBm+7,42 dB
4collineare, bianca-52,52 dBm+8,45 dB
5collineare, lunga-52,36 dBm+8,61 dB

La migliore, la collineareUn’antenna verticale fatta di più pezzi in fila: concentra il segnale verso l’orizzonte invece di sprecarlo verso cielo e terra. lunga, riceveva 8,61 dBIl decibel dice quante volte una cosa è più forte di un’altra: +3 dB è circa il doppio, +10 dB dieci volte. più del riferimento: più di sette volte tanto segnale, dalla stessa distanza e con lo stesso trasmettitore. La 4 e la 5 sono vicinissime, e il motivo è probabilmente nel puntamento: le collineari lunghe hanno un lobo di irradiazione stretto e bastano pochi gradi di inclinazione, qui circa due, per perdere una parte del vantaggio.

Un controllo sui conti: a 869 MHz e 10,40 metri la perdita nello spazio libero è di 51,57 dB, quindi con quella potenza di trasmissione un’antenna ideale avrebbe dovuto ricevere -58,41 dBm. Il gommino di riferimento è 2,56 dB sotto: è quello che ci si aspetta, tra perdite dei cavi, efficienza dell’antenna e riflessioni del terreno.

Un foglietto a quadretti con le misure scritte a penna: riferimento, antenne da 1 a 5, altezze e distanza Gli appunti del pomeriggio.

Le misure le ho scritte a mano su un foglietto e poi riordinate in un report, con le foto della postazione e le schermate dell’analizzatore: scarica il report delle antenne (PDF, in italiano).

Filtri e amplificatori

Ho misurato anche tre filtri SAWUn filtro che sfrutta onde sonore piccolissime dentro un cristallo per lasciar passare solo una banda stretta di frequenze., di quelli che lasciano passare solo la banda che serve, con il generatore incorporato nel Rigol. Per ciascuno ho guardato quanto segnale si perde al centro della banda e quanto ne viene tagliato fuori banda.

FiltroPerdita al centro bandaAttenuazione fuori banda
1, barilotto standard-3,67 dB-43,64 dB
2, robusto e schermato-3,69 dB-42,73 dB
3, barilotto leggero-3,89 dB-41,43 dB

Tutti e tre tagliano bene fuori banda, ma la perdita al centro è più alta di quella che ci si aspetta da questi filtri, di solito fra 1,5 e 2,5 dB. Può dipendere da un adattamento non perfetto fra strumento e filtro, da cavi e connettori, o semplicemente da esemplari non eccezionali.

Un filtro robusto e schermato, collegato con due cavetti, sopra un tavolo di legno Il filtro 2, quello robusto e schermato.

La schermata dell’analizzatore di spettro con la risposta del filtro 2 intorno a 869 MHz La risposta del filtro 2 sul Rigol: -3,69 dB al centro.

Poi due moduli. Un modulo con amplificatore in trasmissione e in ricezione, che commuta da solo fra i due: con +8,32 dBm in ingresso ne dà +21,14 in uscita, cioè +12,82 dB, e in ricezione amplifica di +9,90 dB. E un modulo che mette in fila un filtro e un amplificatore a basso rumore, solo per la ricezione: +20,45 dB di guadagno al centro, e un guadagno positivo fra 859,2 e 878,5 MHz. Tutti i numeri e le schermate sono nel report: scarica il report dei filtri (PDF, in italiano).

Cosa ho imparato

Che il guadagno scritto sulla scatola va preso con le pinze, e che l’unico modo per saperlo è misurare. Che per confrontare due cose bisogna tenere fermo tutto il resto: la distanza, le altezze, il trasmettitore, persino la sedia. E che uno strumento che dice la sua deve essere sempre controllato con un conto: se i numeri non tornano con la teoria, c’è qualcosa da capire.