Stefano Rossi

giugno 2026

Il condizionatore acceso dal telefono

Un condizionatore portatile senza timer, un telecomando a infrarossi da copiare e un piccolo oggetto da sei euro: lo accendo dal telefono dieci minuti prima di rientrare, e la stanza è già fresca.

Una mano tiene un telecomando bianco da condizionatore, che segna 26 gradi, davanti a un PC nero con sopra un piccolo cubo scuro
il telecomando IR da remoto, giugno 2026

D’estate il caldo in città è ormai insostenibile, e un condizionatore serve. Vivo in un condominio, e una pompa di calore classica, con l’unità esterna e quella interna, costa tanto e richiede un balcone vicino alla stanza. Ho ripiegato su un condizionatore portatile, quello che tutti chiamano «pinguino»: nel muro della stanza c’è già un foro di ventilazione della misura giusta per far uscire il tubo dell’aria calda.

I difetti del pinguino li conoscevo: è rumoroso, occupa spazio e deve buttare fuori l’aria calda, e l’aria che esce ne richiama altra dalle fessure, e questo toglie un po’ di efficacia. Mi ci sono abituato in fretta. A una cosa no: non c’è modo di programmarne l’accensione, e tornando a casa trovavo la stanza ancora calda.

Mi serviva un modo per accenderlo da lontano, dieci minuti prima di rientrare.

Le idee che ho scartato

La prima idea era far finta di essere un dito: il tasto di accensione è un sensore al tocco, e avrei potuto attaccarci sopra un pezzetto di nastro di rame, collegato a un ESP32Una piccola scheda elettronica con WiFi e Bluetooth, da pochi euro, che si programma per far fare cose agli oggetti. attraverso un componente che tiene separati i due circuiti. Ma non mi piaceva, e c’era un problema più serio: il tasto accende e basta. Non avrei potuto scegliere temperatura, modalità o velocità della ventola, e il pinguino sarebbe ripartito con le impostazioni dell’ultima volta.

Restava l’altra strada, quella del telecomando: gli infrarossiLa luce invisibile che usano i telecomandi: un lampeggio rapidissimo che il televisore o il condizionatore leggono come un comando..

Un telecomando che dice tutto, ogni volta

Il telecomando di un condizionatore non manda soltanto «ho premuto accendi». A ogni tasto trasmette un pacchetto con tutto lo stato: acceso, modalità, temperatura, ventola, timer. Così telecomando e condizionatore restano sempre allineati. Quello di un televisore, invece, manda comandi secchi: più volume, meno volume.

Per me è una buona notizia: se registro un solo pacchetto, per esempio «acceso, raffreddamento, 26 gradi, ventola al massimo», e lo rimando tale e quale, la macchina fa esattamente quello. Non devo capire il protocollo e rifare tutti i codici: copio l’unico pacchetto che mi serve.

L’oggetto da sei euro

Per ripetere i comandi ho preso uno «Smart IR» della Tuya, il modello S06, che costa circa sei euro. Ho scelto la versione WiFi perché non avevo un gatewayIl ponte fra la rete radio e internet: riceve i messaggi via radio e li manda a un server, e viceversa. ZigbeeUn modo di collegare via radio gli oggetti della casa intelligente: servono pochissima corrente e una centralina che li raccoglie.. È stata una scelta un po’ avventata, e probabilmente esistono modelli più facili da integrare, ma a quel prezzo si prova.

La pagina del negozio online dello Smart IR WiFi nero, a 5,69 euro Lo Smart IR in vendita, giugno 2026.

L’accoppiamento con l’app Smart Life è stato semplicissimo, e subito ho potuto registrare un comando del telecomando e riprodurlo per vedere se funzionava. Funzionava. Però non mi piaceva passare dai server dell’app e tenere sul telefono l’ennesima applicazione: volevo comandarlo da Home AssistantUn programma libero che mette insieme tutti gli oggetti intelligenti di casa (luci, prese, sensori, telecomandi) in un’unica app, anche senza passare dai loro servizi online., il programma che uso per la domotica di casa.

Dentro Home Assistant

È la parte dove ho avuto più mal di testa, ma alla fine ce l’ho fatta. Serve comunque un account nell’app Smart Life per associare l’oggetto; una volta finito si può togliere l’app dal telefono. Poi:

  1. con HACS, una specie di negozio di aggiunte per Home Assistant, ho installato l’integrazione Tuya Local, che parla con l’oggetto direttamente dalla rete di casa;
  2. ho aggiunto lo Smart IR dalle impostazioni, seguendo la guida del progetto;
  3. dagli strumenti per sviluppatori ho lanciato l’azione «learn remote command» e ho dato un nome al comando: on_26, cioè accendi a 26 gradi. Ho avvicinato il telecomando e ho premuto il tasto di accensione, dopo aver messo sul telecomando le impostazioni che volevo. Il pulsante è diventato una spunta verde: registrato;
  4. ho fatto lo stesso con un comando off per lo spegnimento.

La schermata di Home Assistant per far imparare un comando: il dispositivo ac_camera_1 e il comando on_26, di tipo infrarossi Insegno il comando on_26.

Per comandarlo ho aggiunto alla dashboard due pulsanti, uno per accendere e uno per spegnere: quando li tocco inviano all’oggetto il comando registrato.

La configurazione del pulsante «Accendi pinguino» in Home Assistant, con l’azione «Send remote command» e il comando on_26 Il pulsante «Accendi pinguino».

Com’è finita

Ora basta un tocco sull’app e il pinguino parte con le impostazioni giuste, senza che io sia in casa. Lo uso spesso d’estate, quando sto tornando a casa, o quando esco e mi accorgo di aver lasciato il pinguino acceso.

Un giorno mi piacerebbe riprogrammare l’oggetto con un firmwareIl programma che gira dentro un dispositivo elettronico e gli dice cosa fare. mio, per esempio quello di ESPHome, così da non passare più dal sistema della Tuya e comandarlo del tutto in locale.

Cosa ho imparato

Che prima di costruire qualcosa conviene capire come parla l’oggetto che voglio comandare: sapere che un telecomando manda tutto lo stato a ogni pressione ha reso il progetto molto più semplice di quanto sembrava. E che un oggetto da sei euro e una sera di tentativi bastano per smettere di rientrare in una stanza calda.